Costruire risposte concrete e condivise: le istituzioni in ascolto dei lavoratori stranieri a Marsala 

Costruire risposte concrete e condivise: le istituzioni in ascolto dei lavoratori stranieri a Marsala 

In seguito ai recenti e gravissimi episodi di aggressione nei confronti di alcuni lavoratori stranieri nel territorio marsalese, il Servizio 3 del Dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali della Regione Siciliana, in collaborazione con il Comune di Marsala, ha organizzato giovedì 11 giugno un incontro di ascolto sul territorio. L’iniziativa che si è svolta nei locali del Monumento ai Mille è stata promossa per dare un segnale forte di presenza istituzionale e per delineare strategie comuni di intervento a fronte di una scia di violenza che colpisce la sicurezza e la dignità delle persone migranti.

All’incontro hanno partecipato la sindaca appena eletta a Marsala, Andreana Patti, il sindaco di Petrosino, gli enti datoriali, i sindacati e il mondo dell’associazionismo e dell’accoglienza. Ma i veri protagonisti della giornata sono stati i lavoratori stranieri presenti, che hanno preso la parola per raccontare le loro esperienze personali. Dalle loro testimonianze è emersa la rivendicazione del diritto fondamentale alla sicurezza e alla serenità nello svolgimento del proprio lavoro quotidiano.

Di fronte a queste istanze, la Regione Siciliana ha ricordato la presenza e l’operatività sul territorio dei propri presidi socio-assistenziali e di inclusione, come il Polo Sociale Integrato, attivo all’interno del programma Su.Pr.Eme. 2, e il progetto Sicilia Inte(g)razione.

Albert Kabongo, intervenuto per il partenariato del progetto Sicilia Inte(g)razione con l’associazione Africa Solidale oltre il Mediterraneo, ha inquadrato così il senso del confronto: “L’obiettivo è stato quello di dare voce ai lavoratori migranti, raccogliendo testimonianze, bisogni e proposte utili a comprendere meglio le criticità presenti sul territorio e a individuare possibili percorsi di intervento. Crediamo che sicurezza, legalità e inclusione non siano obiettivi alternativi, ma elementi che devono procedere insieme. Solo attraverso il dialogo, l’ascolto e la collaborazione tra istituzioni, servizi e comunità è possibile costruire risposte efficaci e rafforzare la coesione sociale”.

La gravità degli episodi e la necessità di un cambiamento culturale profondo sono state al centro della riflessione della sindaca Andreana Patti: “La tristezza più grande mi viene guardando chi commette questi reati, è il fallimento di una società che non solo non riesce a tutelare chi lavora onestamente, ma che genera individui capaci di una violenza così cieca e vigliacca. Proteggere questi lavoratori significa proteggere la nostra stessa umanità, prima che venga completamente avvelenata dall’odio. Marsala è sempre stata una terra di accoglienza, di braccia aperte, di storia e di passaggi. Non permettiamo alla paura e all’odio di riscrivere chi siamo”.

Una lettura dettagliata della situazione vissuta sul campo è stata offerta da Marilena Titone, coordinatrice del Polo Sociale Integrato di Marsala, nell’ambito del programma Su.Pr.Eme. 2 che ha evidenziato come la questione tocchi i fondamenti stessi della convivenza civile: “Parlare in questi giorni, a Marsala, di lavoro e immigrazione non significa più limitarsi a discutere di economia agricola, di flussi regolari o di quote di mercato. Significa, purtroppo, affrontare una ferita aperta che sanguina nel silenzio delle nostre campagna e lungo le strade che i braccianti percorrono ogni giorno all’alba, spesso in bicicletta, per garantire la raccolta sulle nostre tavole. I recenti episodi di aggressione e violenza ai danni di lavoratori stranieri nel nostro territorio non sono semplici fatti di cronaca nera. Sono atti vili e inaccettabili che colpiscono l’essenza stessa della nostra civiltà. Quando un uomo viene aggredito mentre va a lavorare, non è solo la sua incolumità fisica a essere violata: è la dignità del lavoro, è il patto sociale di una comunità che storicamente si è sempre definita aperta, laboriosa e solidale. Non possiamo nasconderci dietro la retorica di un episodio isolato. Esiste una vulnerabilità strutturale che espone chi lavora la terra non solo allo sfruttamento, ma ora anche alla violenza fisica ed estemporanea. Chi tace di fronte a queste dinamiche o si gira dall’altra parte diventa, di fatto, complice del clima di insicurezza intollerabile”.

Fenomeni di questa natura non rappresentano soltanto isolati atti di violenza, ma richiamino la necessità stringente di un presidio costante e di una responsabilità collettiva da parte di tutta la rete istituzionale e sociale del territorio. Per salvaguardare i principi fondamentali di dignità umana e rispetto della legalità, il percorso tracciato a Marsala impone di agire in modo strutturale sulle condizioni di vulnerabilità sociale e di isolamento che alimentano l’insicurezza nelle campagne, trasformando l’ascolto di questa giornata nella base per interventi coordinati e continuativi sul territorio.