Presentazione del piano di lavoro su Outreaching e lavoro di comunità

Presentazione del piano di lavoro su Outreaching e lavoro di comunità

La ricerca del sociologo Charlie Barnao, del consorzio Nova, rientra all’interno della WP2, ossia l’azione finalizzata a costruire reti multistakeholder e valorizzare i Punti di Accesso ai Servizi per accrescere efficacia, impatto e sostenibilità delle prestazioni. 

La ricerca di Barnao, condotta con il metodo della ricerca etnografica, si concentra sulle fasce più marginali quali persone senza dimora, persone prive di protezione internazionale, vittime di tratta, prostitute/i, minorenni, tossicodipendenti, che vivono la propria marginalità prevalentemente sulla strada. 

L’11 dicembre 2019 presso l’Associazione Maria Sanfilippo di Palermo, Barnao, insieme al coordinatore del progetto Prisma Vincenzo Castelli, ha presentato il suo piano di lavoro alla rete di istituzioni e organizzazioni impegnate nel lavoro di strada sul territorio palermitano. L’obiettivo è potenziare il legame con le reti esistenti, fare delle diversità di interventi e di sguardi una fonte di ricchezza per una progettazione comune.

Le organizzazioni (pubbliche e del privato sociale) presenti hanno illustrato le azioni che stanno sviluppando sul territorio e rivolte ai senza dimora, migranti illegali, vittime di tratta, minori stranieri non accompagnati, migranti neo maggiorenni, famiglie rom e persone in situazione di forte marginalità.

Tra le tematiche emerse: il problema dell’abitazione, della residenza fittizia e – più in generale – di quella anagrafica, gli alloggi abusivi, l’autonomia abitativa, l’housing sociale, l’housing first, il cohousing, la gestione delle offerte di base erogate da molte organizzazioni alle persone che vivono in strada, la consulenza legale, i permessi di soggiorno, le problematiche derivate dai Decreti Sicurezza, la specificità della tratta degli esseri umani (tra sfruttamento sessuale, lavorativo, accattonaggio, economie illegali) sul territorio palermitano, la cronicizzazione delle persone in strada (anche italiani), le sempre maggiori situazioni di annientamento e stigmatizzazione, la problematica psichiatrica in strada, le patologie derivanti dal vivere in strada. 

Tre in sintesi le proposte principali. Fare rete (passando dalle parole alle pratiche) valorizzando le tante eccellenze presenti tra i partecipanti: dall’Agenzia sociale per la casa alla Clinica Legale Diritti Umani, dalle unità di strada dell’ASP alle case di accoglienza per senza fissa dimora, raccordando le tante offerte di prima necessità messe a disposizione per gli abitanti della strada da molte organizzazioni del territorio. Sviluppare una strategia di prevenzione della vita in strada. Costruire un accordo tra organizzazioni che operano in strada per una progettazione comune.

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