Salute, diritti e inclusione: la rete siciliana dell’accoglienza si rafforza. A Palermo il secondo seminario verso la IV Conferenza Regionale sul Fenomeno Migratorio

Salute, diritti e inclusione: la rete siciliana dell’accoglienza si rafforza. A Palermo il secondo seminario verso la IV Conferenza Regionale sul Fenomeno Migratorio

Palermo, 5 novembre 2025 – La tutela della salute e dei diritti sociali delle persone migranti è al centro del secondo seminario partecipativo organizzato a Palermo nell’ambito del percorso verso la IV Conferenza Regionale sul Fenomeno Migratorio. Un appuntamento che mette a confronto il sistema sanitario, le politiche sociali e le reti territoriali per costruire una visione comune di inclusione. 

Nel corso della sessione mattutina, il focus è stato posto sul Programma Nazionale “Equità nella Salute” (PNES – Sicilia), che individua quattro aree prioritarie d’intervento per ridurre le disuguaglianze sanitarie e migliorare la qualità dell’assistenza, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione. Tra queste, un’attenzione particolare è stata riservata all’area dedicata a “Contrastare la povertà sanitaria”, con l’obiettivo di garantire anche alle persone migranti – regolari e irregolari – un accesso concreto ai percorsi di prevenzione, cura e presa in carico.

Attraverso le testimonianze e i contributi provenienti dalle Aziende Sanitarie Provinciali, il seminario ha messo in luce come la collaborazione tra sistema sanitario e terzo settore possa diventare un presidio di equità: un modello di intervento fondato sulla prossimità, la conoscenza delle comunità locali e la continuità dei servizi.

Sono emersi inoltre dati e strategie per affrontare in modo coordinato le criticità legate alla frammentazione dei percorsi, alla scarsa conoscenza dei diritti sanitari e alla difficoltà di intercettare chi vive situazioni di marginalità o irregolarità.

Nel suo intervento, la Dott.ssa Michela Bongiorno, Dirigente del Servizio 3 del Dipartimento Famiglia e Politiche Sociali, ha evidenziato come la Regione Siciliana stia compiendo un passo decisivo verso un modello di accoglienza più coeso e sostenibile. La Dirigente ha sottolineato che i nuovi progetti finanziati dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) segnano un’evoluzione rispetto al passato: non più interventi isolati, ma azioni coordinate, basate su una governance condivisa e su un dialogo continuo tra istituzioni e territorio. “La IV Conferenza Regionale sul Fenomeno Migratorio – ha aggiunto – rappresenta solo l’inizio di un percorso più ampio, che dovrà proseguire nei territori con gruppi di lavoro operativi e strategie comuni. È così che si costruisce un sistema capace di durare nel tempo e di generare cambiamento reale.”

La dott.ssa Agata Rubino, funzionario del Servizio 3 del Dipartimento della famiglia delle politiche sociali ha sottolineato come “Costruire una rete integrata oggi è possibile perché molte delle realtà coinvolte nel progetto — dai Poli sociali di Enna e Messina fino all’esperienza di Utopia — sono già parte attiva anche nel Programma Nazionale Equità nella Salute. Questo rende più semplice lavorare in sinergiaDopo anni in cui se ne parla, forse i tempi sono maturi per farlo davvero, partendo dal basso. La Conferenza Regionale sul Fenomeno Migratorio sarà il primo passo di questo percorso, ma il vero lavoro inizierà nei territori, con gruppi operativi impegnati a costruire una rete socio-sanitaria regionale unica”. 

Un altro punto centrale della giornata è stato dedicato al progetto PER.S.O.N.E. (PERcorso Salute Obiettivo Nessuno Escluso), finanziato dal FAMI, che promuove un approccio integrato alla salute dei migranti e mira a costruire un modello regionale di presa in carico multidimensionale.
L’obiettivo è superare la logica dell’intervento emergenziale, sviluppando invece una rete stabile di supporto sanitario e sociale capace di accompagnare le persone nei loro percorsi di autonomia.

Nella seconda parte del seminario, il confronto si è spostato sul tema dell’accesso ai diritti giuridici e di cittadinanza, con un’analisi dei canali d’ingresso regolari, delle normative sul soggiorno, dei percorsi di emersione dall’irregolarità e delle misure alternative alla detenzione.
La prospettiva comune è quella di rafforzare la dimensione umana e preventiva delle politiche migratorie: ridurre la vulnerabilità significa, prima di tutto, costruire condizioni di legalità, salute e inclusione.

Il seminario ha confermato che la sfida dell’inclusione richiede un’alleanza operativa tra istituzioni, sanità pubblica, enti locali ed esperienze del terzo settore.
Solo un approccio integrato permette di riconoscere la salute e i diritti sociali come elementi centrali dell’accoglienza, e non come interventi separati o residuali.

Il percorso partecipativo, che si concluderà con la IV Conferenza Regionale sul Fenomeno Migratorio, punta proprio a questo: costruire un linguaggio comune e condividere strumenti di governance partecipata. 

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