Creare comunità inclusive per una Sicilia multiculturale e accogliente : a Palazzo dei Normanni un pomeriggio di riflessione e informazione

Creare comunità inclusive per una Sicilia multiculturale e accogliente : a Palazzo dei Normanni un pomeriggio di riflessione e informazione

Il 12 febbraio, presso la sala Mattarella di Palazzo dei Normanni, si è svolto il convegno dal titolo “Immigrazione – Percorsi, prospettive e nuovi scenari”. Un pomeriggio di riflessione e informazione sulle risorse economiche e le azioni di sostegno alle politiche di accoglienza, integrazione e inclusione.

Ad aprire i lavori l’assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro Antonio Scavone. Sono intervenuti: Giampiero Losapio del Consorzio Nova, Roberto Venneri, segretario generale della Presidenza della Regione Puglia. Fiorella Palumbo, ufficio scolastico regionale, Gianfranco Miccichè, Presidente ARS, Nicoletta Purpura, Istituto Arrupe, Tatiana Esposito, Ministero del lavoro, Direttore Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione e Saverino Richiusa, Funzionario Direttivo Regione Sicilia.

Nell’ambito della presentazione del Piano Regionale integrato per una Sicilia multiculturale e accogliente (Prisma) sono state esposte le principali linee d’intervento che coinvolgono quattro province siciliane (Palermo, Trapani, Catania e Messina) riguardanti la qualificazione del sistema scolastico, la promozione e l’accesso ai servizi per l’integrazione, i servizi di informazione qualificata e la promozione e partecipazione attiva dei migranti.

L’assessore Scavone ricorda come storicamente la Sicilia sia una terra di accoglienza.

«Oggi viviamo un momento particolare legato alla riflessione sui temi della migrazione. Quando ancora l’Italia non era preparata, la Sicilia è stata terra di accoglienza per la generosità della popolazione. Abbiamo tante opportunità e abbiamo assunto impegni che sapremo onorare soprattutto grazie al lavoro di sinergia con il Ministero».

Giampiero Losapio del Consorzio Nova ribadisce l’importanza che le Regioni abbiano il ruolo di regia, in quanto ente di programmazione sul territorio.

«Lavorare in termini sistemici è un processo lungo.  Su un tema così complesso come quello dell’immigrazione e delle politiche di integrazione si consumano spesso conflitti e non si possono offrire risposte semplici. La sfida è di ragionare in termini di politiche integrate non a compartimenti stagni, la realtà è caratterizzata da forte frammentarietà, molto difficilmente ci si ritrova davanti a un tavolo. È importante raccontare una presenza straniera che non è fatta di emergenza ma di una normalità e di spazi di partecipazione che possono essere ulteriormente migliorati e allargati».

Fiorella Palumbo, ufficio scolastico regionale, sottolinea come la scuola rappresenti il punto di partenza per generare processi inclusivi e elenca le attività che con il progetto Prisma si sono attivate all’interno delle scuole coinvolte.

«L’incontro di oggi per la scuola siciliana è importante: bisogna guardare a un sistema scuola a supporto dei minori stranieri che arrivano sul nostro territorio. La scuola è il contatto fondamentale, quello capace di accoglierli e farli crescere. Per la scuola è importante essere parte di reti istituzionali e interistituzionali a supporto della popolazione residente straniera, per consentire lo sviluppo territoriale. È importantissima la diffusione conoscenza opportunità presenti sul territorio».

Nicoletta Purpura, Istituto Arrupe, sottolinea come uno degli obiettivi del progetto PRISMA è la promozione di una comunità inclusiva. Inoltre illustra le attività previste nell’ambito delle due azioni del progetto “Promozione dell’accesso ai servizi per l’integrazione”e “Promozione della partecipazione attiva dei migranti”

«C’è un mutamento antropologico che ci porta sempre a considerarci in contrapposizione con gli altri da cui ci sentiamo diversi. La chiave è la comunità inclusiva e solidale. L’obiettivo del progetto Prisma è quello di sostenere il processo verso la creazione di “comunità inclusive” per il benessere di tutto il territorio e di tutte le categorie di soggetti a rischio di esclusione sociale. Bisogna pensare a politiche fortemente ancorate sui territori, azioni che hanno una ricaduta su tutto il territorio, parlare di coesione sociale e alimentare un dibattito responsabile basato sul confronto».

Tatiana Esposito, Ministero del Lavoro, Direttore Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione, ha sottolineato come sia fondamentale investire a livello regionale per disegnare sistemi relativi al fenomeno migratorio.

«Quest’anno ci collochiamo nell’ultimo anno del bilancio pluriennale dell’Unione Europea dal quale derivano molte delle risorse finanziare. Dal prossimo anno inizia il nuovo bilancio pluriennale che si sta costruendo in questo momento. Il fenomeno migratorio ci accompagnerà a lungo e si accompagna a altri processi che si sviluppano in tempi molto lunghi. Abbiamo pensato che la maniera migliore per provare a costruire dei sistemi sia quella di investire a livello regionale. In tema di immigrazione ogni regione è diversa, diverso il livello di sviluppo dei servizi, quindi ogni piano regionale è diverso. Dentro questa giusta diversità, abbiamo però provato a indicare a tutte le regioni la stessa strada per andare come Paese nella stessa direzione. Abbiamo identificato quattro ambiti su cui era necessario intervenire: scuola, servizi, informazione qualificata e valorizzazione dell’associazionismo. Ciascuno l’ha declinata nella maniera più adatta al proprio territorio. Nel 2018 abbiamo rafforzato l’intervento nelle Regioni per le politiche di accompagnamento al lavoro. Siamo convinti che se parliamo di adulti il lavoro è il veicolo principale per l’integrazione come per i minori lo è la scuola. Con le cinque regioni del sud abbiamo anche fatto un’azione sul tema dello sfruttamento lavorativo e capolarato in agricoltura».

Saverino Richiusa, Funzionario Direttivo Regione Sicilia, descrive le opportunità che la Regione Sicilia è riuscita a creare in materia di immigrazione con la collaborazione delle altre regioni. Con le regioni del sud, in particolare, sono stati sviluppati importanti interventi di capacity bulding.

«Fondamentale il rafforzamento dei centri per l’impiego: mettere in relazione i migranti con le opportunità nell’ambito delle politiche attive del lavoro. A Ragusa abbiamo realizzato un centro polifunzionale che ha dato un supporto ai centri per l’impiego. Sono stati finanziati poi diversi progetti, uno sui minori stranieri non accompagnati per attività di formazione e accompagnamento al lavoro. Inoltre l’assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro svolge un ruolo importante nell’ambito della conferenza delle regioni e coordina dal 2015 sia dal punto di vista politico e tecnico la commissione italiana speciale italiani all’estero. Nell’ultimo anno è stato riattivato l’ufficio speciale immigrazione, istituito nel 2015».

A moderare, il sociologo Charlie Barnao che per il progetto Prisma segue la ricerca etnografica “Outreaching e lavoro di comunità” che ha come destinatari le fasce più marginali del progetto Prisma, quali persone senza dimore.

Per riascoltare la diretta dell’incontro: https://www.facebook.com/famiprisma/

Pubblicato da FAMI Prisma su Mercoledì 12 febbraio 2020

Pubblicato da FAMI Prisma su Mercoledì 12 febbraio 2020

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